venerdì , 21 giugno 2019
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Come riconoscere l’antiquariato orientale falso

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L’antiquariato orientale esercita sempre un fascino particolare, sembra avvolto di un alone di mistero, racchiuso in una bolla di tempo impenetrabile. L’arte orientale ha sempre avuto un notevole prestigio, per via dei materiali pregiati, della fine lavorazione e delle epoche a cui risale. Fra gli oggetti d’alto antiquariato figurano sempre dei pezzi di artigianato antico orientale. Senza dubbio fanno una certa figura all’interno di una collezione o di un arredamento di antichità, ma naturalmente occorre discernere il vero dal falso, in alternativa rivolgersi a professionisti dell’antiquariato come nel caso di Giglio Antiquariato.

Consigli per evitare l’acquisto di antiquariato orientale falso

Come per tutti gli oggetti che comperiamo, di un certo valore, dovremmo sempre richiedere una garanzia ed il diritto di recesso nel caso in cui si venga a scoprire che l’oggetto è un falso. Se abbiamo intenzione di acquistare degli oggetti orientali antichi, sarebbe meglio avere un minimo di nozione riguardo i materiali, gli stili ed il valore. Un oggetto molto antico e dunque di molto valore, non può essere venduto ad un prezzo stracciato. E’ vero che nel caso dell’arte cinese, ad esempio, le “croste” sono molto difficili da distinguere, per tanto dopo l’acquisto occorrerà rivolgersi ad un esperto. Quando si acquista un manufatto orientale antico bisogna sempre verificare che sia accompagnato da documenti che ne inquadrino la storia e l’autenticità.

Come riconoscere l’antiquariato orientale falso: i materiali

Innanzitutto per riconoscere l’antiquariato orientale falso occorre conoscere i materiali.
-L’avorio: si ricava dalle zanne dell’elefante o dalla dentatura dell’ippopotamo o se è fossile, dalle zanne dei mammuth. L’avorio non originale si ricava dal seme di un particolare tipo di palma, è molto lucido ma tende al giallo mentre l’avorio è bianco. Anche l’osso può essere confuso con l’avorio, un buon trucco è quello di esaminare di quanti pezzi è composto l’oggetto, gli oggetti in osso sono costituiti da più pezzi mentre gli oggetti in avorio no. Infine l’avoriolina, un mix di polvere d’avorio e resine, risulta molto liscio e molto più chiaro dell’avorio vero.

La giada: il tipo di giada più pregiato è la giadeite, originaria della Birmania, che ha un intenso e brillante colore verde, la gemma posta contro una fonte luminosa non deve presentare strati, è inoltre pesante e produce un suono profondo e risonante mentre al tatto la giada autentica è simile ad un pezzo di sapone. Infine il test del graffio: la giadeite è molto dura passandola su un pezzo di metallo o di metallo lo graffierà, mentre la nefrite, un tipo di giada meno pregiata, non lascerà segni.

Antiquariato orientale: le ceramiche e i mobili

Si possono falsificare delle ceramiche orientali antiche? Difficilmente. Quelle provenienti da scavi, in particolare, sono rimaste conservate dal terreno tuttavia gas e umidità ne hanno macchiato la superficie creando una particolare patina, praticamente impossibile da riprodurre.
La mobilia antica orientale è uno fra le più falsificate, ecco alcuni consigli per verificarne l’autenticità: un mobile orientale d’antiquariato è costituito da materiali antichi non da materiali moderni in foggia antica, non odora di nuovo e non ha certamente un prezzo stracciato. Naturalmente si consideri che se il mobile era di uso quotidiano, alcune parti saranno state sostituite nel tempo, è da considerarsi originale se conserva il 35% della struttura originaria. Anche in questo caso si consiglia di documentarsi sui dettagli stilistici che molto spesso non sono riprodotti fedelmente dai falsari.

La lacca e la porcellana richiedono uno studio molto più accurato delle tecniche di realizzazione che hanno attraversato le dinastie, dai Ming al regno di Kangxi, pertanto si consiglia di rivolgersi ad un esperto.

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